Nikolaj Gogol chiamava il suo capolavoro, Le anime morte , un poema. Non voleva che si usasse la parola romanzo. Era un poema, perché era ampio e spazioso: si ampliava sempre più via via che si avvicinava alla fine; in realtà, non possedeva una fine determinata e precisa, un epilogo. La fine fu sempre, perContinua a leggere “Le anime morte”